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La beffa del Museo archeologico
Museo archeologico di Napoli chiuso per metà... ma il biglietto si paga sempre intero. La desolante situazione di profondo degrado in cui versa il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, è inaccettabile e incomprensibile. Nella pianta sono indicate le sale chiuse al pubblico, esse sono quasi la metà del totale. Il personale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, anziché presidiare le aree a loro assegnate, non fa altro che riunirsi in capannelli appartati per impegnarsi in chiacchiericci indecorosi. E' possibile visitare intere ali del palazzo senza incontrare nessuno che sorvegli statue, affreschi, teche espositive. Chiunque può toccare e danneggiare quello che vuole. Il tutto mentre si parla dei rischi che corrono i beni culturali e la catastrofe di Pompei...
Alessandro Migliaccio
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Botti illegali, lo spot del 28° circolo didattico
L'Ottava Municipalità di Napoli adotta il lavoro degli alunni del 28° Circolo Didattico di via Nuova Toscanella a Chiaiano come spot ufficiale della campagna per la legalità e la sicurezza nell'uso dei fuochi d'artificio.
Il caratteristico spot realizzato grazie al lavoro e all'impegno dei bambini della scuola dell'Infanzia verrà presentato mercoledì 21 dicembre alle ore 12.00 nel plesso scolastico e giovedì 22 dicembre alle ore 12.30 nella sede della Municipalità, in viale della Resistenza a Scampia.
"Durante la nostra campagna di prevenzione contro i botti di Natale pericolosi nelle scuole del territorio siamo rimasti colpiti dal lavoro dei bambini del 28° Circolo che rispecchia in pieno lo spirito della nostra iniziativa. Abbiamo così deciso che l'impegno che hanno dimostrato questi bimbi andava valorizzato e premiato rendendolo ufficiale e simbolo della campagna di sensibilizzazione che stiamo portando avanti per responsabilizzare i ragazzi sui rischi connessi al cattivo utilizzo dei fuochi d'artificio e sull'importanza della legalità. La nostra risorsa più importante sono proprio i giovani che hanno tutte le potenzialità e la voglia di migliorare i quartieri in cui vivono. Come Municipalità appoggeremo sempre le iniziative nate dalle scuole e dai ragazzi e diventeremo loro portavoce".
Clicca qui per vedere il video:
http://www.youtube.com/watch?v=mvfwJe-RVFA
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A Napoli una giornata in ricordo dei caduti sul lavoro
Si celebra a Napoli il 4 novembre p.v., nella meravigliosa cornice del Teatro San Ferdinando, la "giornata in omaggio ai caduti sul lavoro" un evento spettacolo promossa dall' INAIL di Napoli ..per non dimenticare...le tante persone che hanno perso la vita nello svolgimento del proprio lavoro. Con questa manifestazione la Sede Provinciale dell' INAIL di Napoli, ha inteso porre l'accento sul dramma degli infortuni sul lavoro che purtroppo ancora coinvolge tragicamente tantissime famiglie in Italia. Questa giornata vuole essere anche un contributo alla diffusione della cultura della sicurezza e nel contempo una piccola opportunità per proporre alla città di Napoli un "ideale patto per la sicurezza".
"Il cinismo di una società, esorcizza i morti sul lavoro, licenziandoli dalla memoria", con questa massima esortativa si apre il concerto spettacolo in memoria dei caduti sul lavoro, attraverso un contrubito video di immagini e di riflessioni, si snoda il prologo del percorso emozionale che introdurrà il tema della prevenzione. La manifestazione si articolerà attraverso il concerto spettacolo che vede sulla scena Tosca e Franco Silvestri con la regia di Massimo Venturiello. A fare gli onori di casa la Dott.ssa Giovanna Iovino Direttore della Sede INAIL di Napoli che introdurrà le tantissime personalità che interverrano all'evento. Infatti la manifestazione vedrà la partecipazione del Prefetto, delle rappresentanze politiche del comune di Napoli, della Provincia,dei pricipali organizzazioni sindacali dei lavoratorie e dei datori dei lavori. Adediranno al Patto ideale per la sicurezza su Napoli la Curia Arcivescovile di Napoli, la DPL di Napoli, INPS, ANMIL, FIRAS-SPP (Federazione Italiana Responsabili Adetti Sicurezza) ACEN (Associazione Costruttori Edili Napoli), EBAC (Ente Bilaterale Artigiano Campania), Fondazione Città della Scienza di Napoli. La manifestazione che avrà inzio alle ore 10,00 al teatro San Ferinando (Piazza Eduardo De Filippo) è una iniziativa contro il sistema della camorra.
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A Napoli una cappella votiva per Messi
Una volta c'era solo Maradona. Ora in via San Biagio dei Librai, Spaccanapoli, c'è anche Lionel Messi. Proprio così, a pochi metri dalla storica e famosa edicola votiva eretta in onore di Diego Armando Maradona con tanto di reliquia (un capello di Diego conservato dietro un vetro e perfino incorniciato) spunta un'altra edicola votiva, questa volta dedicata all'asso argentino che gioca nel Barcellona. "Napoli ti incorona l'erede", c'è scritto accanto all'immagine di Messi a conferma dell'onestà e della sportività dei tifosi azzurri che dedica una cappella votiva ad un campione nonostante questi non abbia militato nel Napoli. E solo a Napoli poteva accadere... anche questo è il bello del popolo partenopeo.....
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Il New York Times esalta Napoli
di Alessandro Migliaccio
"Napoli va vista e va visto cosa succede": così scrive, in un articolo apparso sul New York Times, Seth Kugel, giornalista che racconta i suoi viaggi in giro per il mondo nella rubrica "Frugal traveler" e che ha voluto "toccare con mano" che significa vivere a Napoli, attratto paradossalmente proprio dagli stereotipi negativi e dalle continue notizie sull'emergenza rifiuti e sulla micro e macro delinquenza. Turismo al contrario? Più si parla della città, anche se male, e più essa sembra continuare ad attirare l'interesse del mondo intero e quindi anche dei turisti. Così, dopo tanto peregrinare, Kugel è sbarcato a Napoli per vedere con i propri occhi sia il paradiso che l'inferno della tanto discussa metropoli di Pulcinella. Il risultato è un reportage sensazionale dalla città partenopea, fatto di continue scoperte e di grande ammirazione per un luogo definito meraviglioso. Il viaggio a Napoli dell'inviato del New York Times è intriso di storia, arte, cultura e bellezze che Napoli offre ancora oggi, nonostante le piaghe della spazzatura, della criminalità e dell'assenza di un piano di valorizzazione dei monumenti e di accoglienza del flusso turistico. Nel “riconoscimento” d’oltreoceano del New York Times ci sono, tra gli altri, il Museo di Capodimonte, l’esoterica e misteriosa Cappella Sansevero, il Cristo Velato, i pastori di San Gregorio Armeno, il Museo Archeologico, oltre agli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano ed un salto a Procida e a Capri. Un capitolo a parte, inoltre, è dedicato alla gastronomia partenopea con l'elogio di pizza, babà e sfogliatelle ed una puntatina nelle storiche "Trattoria Nennella" e "Pizzeria Starita". Dopo il soggiorno a Napoli, il giornalista del New York Times parte in treno per Nizza lasciando intendere che Napoli gli ha provocato emozioni vere e forti e che gli resterà nel cuore, per tanti motivi, a cominciare proprio dall'alternanza di cose belle e cose brutte viste in città.
L'articolo, che è on-line, ovviamente, ha già riscosso un successo tra i lettori con 119 commenti in poche ore da parte di persone che risiedono per lo più negli Usa e che elogiano a loro volta le bellezze di Napoli.
Per chi vuole leggerlo basta andare a questo indirizzo:
http://frugaltraveler.blogs.nytimes.com/2011/06/07/naples-must-sees-and-see-what-happens/
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A Napoli arriva la mozzarella per musulmani
A Napoli è in vendita la mozzarella per i musulmani. Il prodotto è sempre lo stesso ma cambia la confezione. Su di essa, infatti, al marchio "Dop" che indica la qualità della mozzarella, se ne aggiunge un altro: «Halal». In arabo significa «lecito»: la nuova certificazione permetterà ai musulmani osservanti di consumare senza sensi di colpa il prodotto realizzato ottenebrando tutti i dettami del Corano e della Sharia. A promuovere la nuova certificazione sono stati Antonio Lucisano, direttore del Corsorzio di tutela della mozzerella di bufala campana Dop e dall'imam Abdallah Massimo Cozzolino, direttore della moschea di Napoli.
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La Us Navy: "Salute a rischio per i militari a Napoli". Distribuito un promemoria anti-rischi
di Alessandro Migliaccio
Una volta, nella Nato di Bagnoli, si vendevano delle magliette simpatiche con su scritto "I survived Naples": "Sono sopravvissuto a Napoli". Sullo sfondo, sotto la scritta, un disegno che ritraeva il caos della città partenopea con traffico e smog in grande evidenza. Le t-shirt, molto ironiche, facevano sorridere ma purtroppo, a quanto pare, gli americani davvero pensano che vi siano concreti rischi per la salute di chi vive a Napoli. Compresi i militari in servizio alla Nato. E così, la Marina degli Stati Uniti (Us Navy) ha annunciato l'intenzione di assumere ed inviare alla base Nato di Napoli un ispettore per controllare la qualità dell'aria e dell'acqua e creare un collegamento con le autorità sanitarie italiane. Lo scopo è quello di salvaguardare la salute dei militari americani in una città conosciuta per i problemi di spazzatura ed inquinamento. In particolare, come si legge su un sito americano di informazione militare "Stars and Stripes", le preoccupazioni nascono dall'esposizione dei militari a "sostanze chimiche pericolose presenti a Napoli".
La Us Navy ha recentemente completato uno studio sulla salute dei suoi militari in Italia durato tre anni per determinare se i militari americani che vivono a Napoli e le loro famiglie corrono rischi per la presenza di spazzatura in strada ed altri agenti inquinanti che pregiudicano anche l'acqua che sgorga dalle fontane. La Marina statunitense, dunque, ha attuato una serie di "processi duraturi" volti a mitigare i potenziali problemi connessi con il fatto di vivere a Napoli ed ha consigliato ai militari in servizio alla Nato di Bagnoli di cucinare solo con acqua in bottiglia ed attuare una serie di norme rigorose per preservare la loro salute. A tale scopo, finora, la Us Navy ha speso 30 milioni di dollari complessivamente per effettuare le analisi scientifiche dell'aria e dei sistemi di monitoraggio meteorologico, la distribuzione di acqua imbottigliata i propri militari a Napoli ed il trasferimento di 60 famiglie dalle case considerate "non sicure", secondo diversi funzionari intervistati.
Ai militari che in futuro dovranno trasferirsi a Napoli, inoltre, saranno date lezioni ed informazioni anche online sulle regole di sicurezza da seguire e far seguire ai loro familiari prima di trasferirsi a Napoli. Per loro, la Marina americana è impegnata nella pubblicazione di un depliant, un programma tutorial da utilizzare come un promemoria di salvaguardia contro alcuni dei rischi potenziali per la salute dovuti al fatto di trasferirsi a Napoli. Già dal novembre del 2008, ai militari americani non è più permesso di fornirsi di acqua da pozzi non autorizzati a causa del rischio per la presenza di contaminanti.
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De Magistris, "aria vecchia" in giunta
"Aria nuova e stop alle consulenze esterne" che appesantiscono il bilancio del Comune di Napoli. Queste sono state le prime due promesse del nuovo sindaco partenopeo, Luigi De Magistris all'indomani della vittoria nel ballottaggio su Gianni Lettieri. Promesse che, però, non si sono tramutate in fatti a giudicare dalla composizione della sua giunta.
I nomi degli assessori ormai erano sulla bocca di tutti da qualche giorno ma non sono mancate le "sorprese". La carica di vicesindaco è andata a Tommaso Sodano, già assessore provinciale col centrosinistra, senatore di Rifondazione comunista e presidente della commissione parlamentare Ambiente. Di certo non un nome nuovo. Poi c'è Sergio D'Angelo, il patron del gruppo Gesco che ha molti appalti comunali in materia di welfare e che ha ottenuto proprio la delega alle Politiche Sociali. Cooperative rosse e conflitto d'interessi. Al Bilancio, invece, torna Riccardo Realfonzo, già assessore nella giunta Iervolino e quindi anche lui non può essere considerato "aria nuova". All’ex assessore provinciale comunista Bernardino Tuccillo vanno le deleghe al Patrimonio ed al Personale: anche lui non è un nome nuovo.
La nomina del pubblico ministero di Calciopoli e del caso Cosentino, Giuseppe Narducci, che ha ricevuto la delega alla Sicurezza, alla Polizia Municipale e alle Gare ed Appalti, ha fatto storcere il naso a molte persone. All'urbanistica va Luigi De Falco, segretario di Italia Nostra Campania: un chiaro segnale contro ogni ipotesi di cambiamento del Piano regolatore generale chiesta da industriali e costruttori.
Nota a piè pagina: i nuovi assessori, per ordine espresso di de Magistris, non hanno potuto parlare ai giornalisti durante la conferenza stampa di presentazione. Cominciamo bene...
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Pavia nega cittadinanza onoraria a Saviano
Non è solo il Vomero che non vuole affittare casa a Saviano. Anche Pavia "ripudia" lo scrittore autore di Gomorra. Il consiglio comunale di Pavia ha negato la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano. La proposta, avanzata dal Partito Democratico, è stata bocciata con gli otto voti contrari della Lega e l'astensione dei dieci consiglieri del Pdl. A favore hanno votato i sedici consiglieri dell'opposizione ma per attribuire il riconoscimento a Saviano sarebbero stati necessari almeno 24 voti, i due terzi del consiglio comunale. Dura la reazione del Pd, secondo il quale si è persa una grande occasione per rilanciare l'immagine di Pavia pesantemente colpita dall'inchiesta sulle presunte infiltrazioni della 'Ndrangheta. Saviano era intervenuto a Pavia in due incontri pubblici molto seguiti, svoltisi nei mesi scorsi in università e in una libreria del centro storico.
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L'offerta al prete degli sposi? C'è il tariffario...
Il matrimonio è il giorno più bello della vita. Ma quanto ci costa? Tra vestito, ristorante, bomboniere, partecipazioni, viaggio di nozze. Eh si, proprio una fortuna. Ma per fortuna la Chiesa al massimo chiederà un piccolo contributo rigorosamente a piacere. Siamo sicuri? Qualche mese fa, partendo dalle dichiarazioni del vescovo di Nola il quale esortava i sacerdoti a non imporre tariffari sui sacramenti, io e Giulio Golia ci siamo fatti un giro tra le chiese della città partenopea per verificare se anche qui venissero applicati dei prezziari fissi e soprattutto a quanto ammontava la cosiddetta offerta libera. E…sorpresa! Anche a Napoli esistono veri e propri tariffari fissi dai quali una coppia che vuole sposarsi in chiesa non può sottrarsi. La premessa con cui tutti i sacerdoti e gli addetti hanno aperto il discorso è che per unirsi in matrimonio bisogna prima di tutto volersi bene ed amare il Signore. Ma a quanto pare non basta per coronare il proprio sogno d’amore. Ci vogliono i soldi! Ecco quanto abbiamo raccolto durante il nostro viaggio tra le chiese partenopee. Al cento storico una piccola chiesa ci ha chiesto 250 euro per la funzione con sconto non applicabile. Ma è il male minore in questa zona dato che in altre chiese un po’ più ‘grandi’ il prezziario fisso è di 300 euro più 100 per l’organista escluso i fiori, in più con l’obbligo di prendere il fotografo indicato dalla chiesa senza possibilità di cambiare. Un’altra chiesa ci ha invece domandato 650 euro compreso di tutti gli optional: fiori, tappeto, piante, organo e parcheggio. Un servizio completo, non c’è che dire, peccato che sia estremamente caro e obbligatorio. A Posillipo le tariffe salgono, cosa volete siamo nella “Napoli bene”: 700 euro più il costo della prenotazione che è di 100 euro. Un altro santuario ci ha invece richiesto 500 euro comprensivo del fioraio, sempre indicato dal personale della chiesa. Dulcis in fundo siamo andati nella basilica più grande e famosa della città che ci ha chiesto la cifra esorbitante di 850 euro con tappeto, fiori, ed anche il cantante. E guai a non volerlo. E’ compreso nel prezzo e se non lo vuoi comunque lo paghi. A questo punto, capito il meccanismo che non prevede alcuno sconto, ho chiesto almeno di poter avere la ricevuta fiscale di quello che andavo a pagare. La risposta ricevuta dalla maggioranza: “ Eh no, no possiamo fare ricevute perché l’amministrazione parte dalla Curia”. Quanto abbiamo raccolto è diventata una puntata della trasmissione “Le Iene” di Italia Uno e speriamo che le cose cambino.
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Ticket per la sosta con traduzioni errate
I nuovi "buoni parcheggio prepagati" di Anacapri sono tradotti male nelle lingue estere. Le istruzioni per l'uso sono tradotte in tre lingue ed in particolare quelle in Inglese e Francese sono grossolanamente sbagliate. Un paio di esempi esilaranti: "Vale come ricevuta" viene tradotto rispettivamente in Inglese "How is received" ed in Francese "Comment est recu". Perfino le traduzioni gratuite di Google sono più vicine alla reale traduzione delle due frasi. Il Comune di Anacapri, però, non è riuscito ad evitare una brutta figura: in un'isola che ospita decine di migliaia di turisti ogni anno, di cui certamente molti di madre lingua inglese o francese, si sarebbe potuto fare certamente di meglio. Anche perché Anacapri "vive" di turismo.
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I paradossi di Napoli
Presentati a Nonsololibri i paradossi della “iena” Alessandro Migliaccio. Presentato presso la Biblioteca Provinciale di Benevento, nell’ambito della rassegna “Nonsololibri” promossa dall’associazione Sanniopress Onlus con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura della Provincia di Benevento, il libro “Paradossopoli” del giornalista Alessandro Migliaccio, collaboratore della trasmissione televisiva “Le Iene”. “Si tratta di un libro che va letto due volte – ha spiegato il presidente dell’Asia, Lucio Lonardo -. La prima lettura può strappare un sorriso, anche perché segue il canovaccio di fortunate trasmissioni televisive come “Le Iene” o “Striscia la notizia”. Ma la seconda volta che lo si legge si prova un senso di profonda amarezza per un popolo che non sa crescere. Il libro, a mio avviso, rappresenta una sorta di bibbia dell’utente vessato dalla pubblica amministrazione. Il cittadino rappresenta oggi solo un numero, neanche tanto importante. E fa bene Migliaccio a denunciare tutto ciò perché rende un servizio in quanto costringe l’amministratore pubblico ad intervenire e correggere certe storture. Personalmente, quindi, preferisco “Paradossopoli” a “Gomorra” , proprio perchè denuncia le cose che non vanno nella quotidianità ed invita i cittadini a reagire a questo stato di cose”.
Lonardo ha poi raccontato l’esperienza vissuta quand’è diventato presidente dell’Asia, i paradossi in cui si è imbattuto: “Mi sono ritrovato con un capannone, appena acquistato, che era più basso dei camion che dovevano entrarci; con dieci vespette inutilizzate e che ho dovuto rivendere tre anni dopo a chilometri zero perché inutilizzabili per la raccolta differenziata, a cui pure erano destinate. E, infine, mi sono ritrovato ad avere dei contenitori che avevano un aggancio diverso da quello dei nostri camion di raccolta, e quindi giacevano inutilizzati nei depositi”. Billy Nuzzolillo, curatore della rassegna “Nonsololibri” (sostenuta da Eurogronde, Banca del Lavoro e del Piccolo Risparmio, Aesse Stampa, Piscina Solaria e Messaggio d’Oggi) , a sua volta ha ricordato l’inquietante silenzio che accompagnò a livello regionale l’episodio dello schiaffo che l’autore di “Paradossopoli” ricevette dal comandante dei vigili urbani di Napoli, Luigi Sementa: “Bisognò aspettare i servizi delle testate nazionali “Tg3 Linea Notte”, “Striscia la notizia”, “Le Iene”, “Rainews 24” e “Current Tv” affinchè anche i media napoletani si occupassero della vergognosa vicenda, alla quale – va ricordato – pure avevano assistito due colleghi del giornalista aggredito”. Alessandro Migliaccio, nel suo intervento conclusivo, ha spiegato di “aver ricevuto la solidarietà dei colleghi e degli organismi di categoria, solo dopo che il caso aveva assunto una dimensione nazionale. Stamattina, però, alla seconda udienza del processo ero solo. Adesso è solo un problema del sottoscritto quello di ottenere giustizia”. E, nel concludere il suo intervento, ha raccontato le vicende paradossali contenute nel suo libro: dalla sede dei vigili urbani usata come autolavaggio alle motoambulanze inutilizzate, dal bollino blu che si “compra” senza portare l’auto in officina alla discarica abusiva creata sul marciapiede dall’agenzia per l’ambiente, dal biglietto dell’autobus che inganna i passeggeri al tribunale dove si ruba di tutto e si può entrare anche armati. La lettura di alcuni brani del libro “Paradossopoli” è stata curata dalla professoressa Maria Cristina Donnarumma.
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Una boccata di "Ossigeno"
di Alberto Spampinato *
Questa primavera le rondini non sono ancora tornate L’aria è pesante e accadono strane cose. Il premier ha detto che “c’è troppa libertà di stampa”, e vuole ridurla. Accade intanto che una decina di giornalisti sia costretta a vivere sotto scorta, a rischio di assassinio. Accade che altri giornalisti, alcune centinaia, siano costretti a vivere con la paura addosso, a difendersi da minacce, ritorsioni e richieste giudiziarie di risarcimento, punitive ed intimidatorie, per aver pubblicato notizie sgradite a qualcuno, un boss o un personaggio pubblico che ha una concezione sacrale di sé stesso e non vuole che si parli di lui, tanto meno che si parli di lui per criticarlo o metterlo in cattiva luce. Ci sono pubblici amministratori che assediano un giornale perché vuol pubblicare non solo comunicati, ma anche articoli e inchieste (è accaduto al Messaggero).
Accadono queste e altre strane cose, in un quadro paradossale. Per carità di patria, non se ne parla, non si fa notare la stridente contraddizione fra la libertà eccessiva e quella limitata con la violenza. Con tutti i problemi che abbiamo con l’euro e con le doppie e triple “A”, con i giornali in perdita che stanno “rottamando” giornalisti, mi dicono, ci mancherebbe solo questo! Purtroppo il silenzio favorisce i più forti, i prepotenti, danneggia le vittime. E’ un silenzio pesante a cui si deroga solo quando il giornalista minacciato è un personaggio noto, un volto televisivo, la ‘firma’ di un grande giornale, uno scrittore di successo. In questo caso i giornali si degnano di scrivere qualcosa, ma non parlano di tutti gli altri minacciati, non si schierano, non prendono le distanze dalla maggioranza silenziosa, che dice: “quello se l’è cercata, chi glielo faceva fare?, chi si crede di essere?, avrebbe fatto meglio a star zitto”, e altre frasi peggiori non riferibili. Alla vittima illustre si concede l’opportunità di parlare di sé. Ma guai se, passato il momento della curiosità, chiede ancora attenzione, solidarietà, protezione. Se ha questa debolezza, gli dicono che fa “vittimismo”, che vuole speculare, e gli chiudono la porta in faccia. Il paese in cui c’è troppa libertà di stampa teme di guastare la propria immagine con i piagnistei e con le cose che non vanno. Sorvola perfino sul fatto che le rondini non tornano. Nega che l’aria sia pesante. Non vuole ammettere che si sta creando un clima di intimidazione diffuso, incompatibile con la democrazia; che la paura e il rischio di essere ridotti sul lastrico ammutoliscono i giornalisti, limitano la libertà di stampa e di espressione in Italia e in altri paesi, come si legge nel recente Rapporto UNESCO sui giornalisti uccisi (125 nel mondo nel 2008-2009, oltre l’80 per cento in aree dove non c’è la guerra ). L’UNESCO non cita esplicitamente l’Italia, ma fa osservare che i 125 giornalisti uccisi sono “la punta di un iceberg”. Sotto quel picco c’è una massa infinitamente più grande, di giornalisti minacciati, che subiscono gravi ritorsioni proprio in paesi che non sono in guerra. Il loro numero, sostiene l’UNESCO, cresce perché chi minaccia i giornalisti gode di una sostanziale “impunità”, perché è facile ed esente da rischi mettere a tacere un giornalista con le minacce o con la violenza.
Il paese in cui c’è troppa libertà di stampa non ama parlare di cose tanto tristi. Questo silenzio distratto e colpevole rende drammatica la solitudine dei minacciati, spinge molti a rifugiarsi nell’auto-censura. che, come ha detto il rappresentante per la libertà di stampa dell’OSCE, Miklos Haraszti durante una sessione del Consiglio d’Europa, “è il vero problema della libertà di stampa” in molti paesi. Non se ne parla, ma intanto il paese in cui “c’è troppa libertà di stampa” ha conquistato fra i 27 paesi dell’Unione Europea il primato per i giornalisti minacciati. Agli oltre duecento casi del 2006-2008, censiti nel Rapporto Ossigeno 2009, se ne sono aggiunti un’altra cinquantina, come segnaleremo nei prossimi giorni nel pre-Rapporto 2010. Cosa deve succedere perché si cominci a parlare di queste e di altre cose? Perché si presti attenzione ai piccoli e grandi episodi di scostamento dalle regole? Quelli che segnala, ad esempio, “Paradossopoli”, edizioni Vertigo, il candido libro di Alessandro Migliaccio, il cronista di Napoli schiaffeggiato in pubblico dal comandante dei vigili di Napoli. Alessandro racconta 14 paradossali episodi del mondo a rovescio in cui vive. Gli altri lasciano correre. Invece lui non si rassegna. In un paese in cui tutti fanno finta di niente, dice, tutto andrà sempre per il verso sbagliato.
* Direttore di Ossigeno per l’informazione, osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza
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La Rai saluta Santoro. Addio Annozero
Il consiglio di amministrazione della Rai si occupa oggi dei palinsesti della prossima stagione. Annozero non sarà più nel palinsesto autunnale di Rai2, così come proposto dal dg Lorenza Lei e dal suo vice Antonio Marano.
Verso La7. Domani alle 11 Michele Santoro ha convocato la conferenza stampa ufficialmente per fare il punto di fine stagione, ma è molto probabile che si parli del ventilato passaggio a La7. Il conduttore starebbe trattando una prima serata e due seconde serate. La Rai non avrebbe chiesto patti di non concorrenza a Santoro.
La Rai e Michele Santoro «hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazione - ufficializza una nota di Viale Mazzini - Rai e Michele Santoro hanno inteso definire transattivamente il complesso contenzioso altrimenti demandato alla sede giudiziaria. Si è ritenuto infatti di far cessare gli effetti della sentenza del Tribunale di Roma, confermate in appello, in materia di modalità di impiego di Michele Santoro, recuperando così la piena reciproca autonomia decisionale».
Per quanto riguarda il palinsesto di Rai3 la direzione generale non avrebbe accettato la proposta del direttore Paolo Ruffini di mandare in onda Che tempo che fa anche il lunedì, confermando solo le puntate di sabato e domenica.
Diverse modifiche della direzione generale alle bozze dei direttori di rete riguardano la programmazione del pomeriggio. Su Raiuno non sarebbero confermati il programma Se... a casa di Paola, condotto da Paola Perego, sostituito da Veronica Maya con Verdetto Finale. La domenica non ci sarebbero Domenica in... onda di Lorella Cuccarini, sostituita da una fiction in replica, e Domenica in.. Amore condotto da Sonia Grey.
Il direttore Mauro Mazza nella riunione preparatoria con Marano avrebbe preso atto delle modifiche senza replicare, ma avrebbe scritto ai consiglieri per segnalare le ragioni delle sue scelte. In ambienti della rete si fa notare che «per la prima volta nella storia della Rai, il palinsesto di Rai2 sarebbe avvantaggiato rispetto a quello di Rai1, perchè manderebbe in onda nel pomeriggio programma in diretta contro repliche o registrazioni».
Nel pomeriggio di Rai2 sarebbero infatti confermati Pomeriggio sul 2 con Caterina Balivo, Lorena Bianchetti e Milo Infante, mentre la domenica dovrebbe continuare ad andare in onda Quelli che il calcio, condotto ancora da Simona Ventura.
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